Storia critica del pensiero filosofico 6

barzaghi

Pubblico gli appunti personali della sesta lezione di “Storia critica del pensiero filosofico” di Giuseppe Barzaghi.

*Parmenide, Anassagora ed Eraclito sono gli autori più grossi della filosofia pre-platonica, in ordine dal maggiore al minore. Con Platone arriva un calibro da novanta.
*Platone nasce come spirito politico. Lo sappiamo dalla lettera numero 7, dove dice che il suo interesse principale è la politica. Tutte le altre discipline (gnoseologia, metafisica, antropologia, etica) le considera come strumenti per arrivare alla politica (non più pratica, ma teoretica, cioè fondata). Lo stesso si ricava dal libro 7 della Repubblica: il mito della caverna. Gli uomini sono incatenati da sempre in una caverna, con lo sguardo rivolto al fondo della caverna; vedono il fondo della caverna (su cui passano le ombre ed emettono dei suoni) e pensano che sia la realtà. Ma uno degli uomini riesce a liberarsi, esce e scopre che quello che ha sempre visto non è la realtà, ma l’ombra della realtà che sta fuori dalla caverna. Allora lui esce, poi torna indietro, ma ora che è abituato a vedere il sole non vede più nulla, quindi nessuno gli crede più e lo vogliono uccidere. Questo mito nasconde la biografia di Socrate: Socrate è il primo che ha capito che i discorsi dei fisici erano discorsi sulle ombre, ma nessuno gli crede. Platone parte quindi dall’ingiustizia dell’uccisione del saggio (Socrate), quindi vuole teorizzare una politica giusta, in modo che il saggio non sia più ucciso. Il mito della caverna inoltre contiene una teoria della conoscenza e dell’essere.
*Andronico di Rodi inizierà ad usare il termine metafisica, intesa come ciò che veniva dopo i libri fisici. Ma siccome quelle opere contenevano una dottrina diversa da quella fisica, iniziò ad usarsi questo termine anche per indicare questi temi.
*La teoria dell’essere platonica è il primo caso in cui una teoria del genere viene fondato. Non è più un miscuglio di parmenidismo ed eraclitismo, ma Platone fonda sistematicamente la loro sintesi. Devo postulare qualcosa di diverso da Parmenide e Eraclito per metterli insieme. I suoni che sentiamo sono veri, ma sono ombre. Con un punto di vista diverso, riesco a mettere insieme la caverna con ciò che sta fuori, senza cancellarle. Platone ammette che esista un altro piano: non lo dimostra rigorosamente ma lo postula. Nel Fedone innanzitutto contesta le dottrine fisiche, dicendo che le motivazioni dei fisici sono motivazioni descriventi, e non fondanti (spiegare le realtà fisiche con le realtà fisiche, cioè con archè fisiche, permette di descrive ma non permette di spiegare).
*Non vediamo bellezza, proporzione, giustizia ecc. Noi parliamo di cose che non vediamo. Parliamo di cose più o meno belle, ma possiamo farlo solo se esiste il bello e il brutto, che però non vediamo. Dunque dobbiamo ammettere che esista un altro mondo in cui ci sono queste cose che non vediamo. Questa nuova realtà la chiamiamo iper-uranio. Ammettendo questo secondo mondo, la spiegazione viene più profonda rispetto a quello che dicevano i fisici. I fisici dicevano che Socrate è in prigione perché ce l’hanno portato le gambe, mentre Platone dice che tutti hanno le gambe eppure non tutti sono in prigione; il vero motivo è la giustizia, però la giustizia non la vediamo. Quello che dicevano i fisici era una descrizione, ma non un perché. Nessuno prima di Platone ha mai fatto un passaggio dal mondo sensibile al mondo sovrasensibile. Tutti prima (eccetto Parmenide, Eraclito ed Anassagora) spiegavano il fisico col fisico.
*Ciò che diceva Eraclito era vero empiricamente: l’essere empirico diviene. Ma il mondo delle idee è immutabile: l’idea di giusto è sempre quella. Quindi ha ragione anche Parmenide: esiste un piano dell’essere che è immutabile. Così conciliamo Parmenide ed Eraclito. Esistono due piani dell’essere: uno empirico-diveniente, uno non-empirico-nondiveniente.
*Corregge definitivamente un aspetto senza scampo di Parmenide: l’essere parmenideo non è uno, ma molteplice! Nel Sofista dice di dover compiere un parricidio: uccisione del padre, cioè Parmenide. Riconosce a Parmenide la paternità del rigore sull’essere (le idee sono eterne), ma c’è qualcosa di aporetico: quando diceva che “il non-essere non è pensabile”, di fatto lo diceva! Quindi c’è una contraddizione: era giusto eppure nel dirlo dice qualcosa di sbagliato. E’ sbagliata la negazione del non essere che appare come affermazione.
*Platone dice che è giusto che il non-essere come condizione del divenire. Però il non-essere del molteplice non è la stessa cosa del non-essere del divenire. Nel divenire c’è un non-essere che non è contraddittorio, ma è un essere altro. Non-essere un bicchiere non significa essere nulla, ma essere qualcosa di diverso dal bicchiere! Quindi cade la ragione per cui Parmenide escludeva la pluralità degli enti. Questa è una dimostrazione incontrovertibile. Un’idea, per essere immutabilmente se stessa, non deve essere immutabilmente qualsiasi altra idea. L’idea di bicchiere, per essere tale, non deve essere fuoco. L’essere diverso da tutto il resto lo chiamiamo non-essere, e non è contraddittorio come credeva Parmenide. Dire che il cavallo non è il bicchiere equivale a dire che il cavallo è altro dal bicchiere (quindi “non è” non è il nulla). Parricidio: l’essere eterno è molteplice: esistono molte idee eterne. Il non-essere del molteplice è diverso dal non-essere del divenire, perché il primo è una forma diversa di essere. Quindi la legge di Parminde corretta è: l’essere, per essere essere, non deve essere diverso da altri esseri. Scompare il non-essere.
*Qual è il rapportro tra i due mondi: il mondo ideale è partecipato/imitato dal mondo empirico. Il mondo delle idee è presente in quello sensibile perché quello sensibile lo imita e ne partecipa. Il vero essere è il mondo immutabile. Questo è il rapporto tra eternità e divenire: il diveniente imita l’eterno e lo partecipa. L’idea di uomo è presente in me, ma a differenza di me non perisce.
*Sant’Anselmo dice: Dio c’è. Se esiste il mondo, non potrà essere che sua partecipazione. Non dice il classico: se esiste il mondo alora esiste Dio. Fa come Platone: esiste il mondo delle idee, e SE ESISTE qualcos’altro è partecipazione del mondo delle idee.

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