Il destino dell’Italia

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Davvero notevole questo saggio dello storico Massimo Viglione, che fa una carrellata della storia italiana degli ultimi duecento anni. La parte centrale del libro è, a mio avviso, quella più convincente ed inattaccabile, e cioè quella che riguarda il Risorgimento, di cui a scuola viene raccontata solo una faccia.

La ricostruzione diviene più dubbia avvicinandosi ai giorni nostri, e in particolare il giudizio sul Concilio (e i papi post-conciliari) mi sembra troppo unilaterale e semplicistico. E questa è l’accusa che faccio, più in generale, alla teologia politica dell’autore, che dà per scontata l’equivalenza di certe forme storiche che hanno caratterizzato il cattolicesimo con l’essenza del cattolicesimo stesso (monarchia, potere temporale ecc). Su questo argomento, mi sento più in sintonia con l’approfondito saggio di Massimo Borghesi che ho già recensito su queste pagine. Peraltro, l’autore commette varie leggerezze teologiche, come spesso avviene nel mondo tradizionalista, sempre pronto ad elogiare la dottrina, salvo essere poi il primo a conoscerla solo per sentito dire.

Allo stesso modo, ho delle perplessità sulla lettura “meta-storica” (che in lessico più corretto andrebbe chiamata di teologia della storia) dell’autore, che sicuramente contiene degli elementi di verità, ma forse non può estendersi indistintamente a interi fenomeni storici che si dispiegano nei secoli, da Lutero alla rivoluzione francese, dal risorgimento alla DC. La tipica lettura controrivoluzionaria, insomma, probabilmente va integrata con altre considerazioni, pur avendo centrato il cuore di molti problemi.

Al di  là di queste critiche, rivolte per lo più alle pagine iniziali e finali del libro, resta il mio giudizio eccellente sulla parte centrale e più corposa, che porta alla luce con chiarezza e sintesi molte verità che ben pochi conoscono. Peccato che sia pubblicato con Radio Spada, che alterna perle come questa a deliri anticattolici (checché ne dicano) o sedevacantisti.

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