Kung-fu gender

Dico due parole sulla penosa vicenda di Kung-fu Panda e Fabio Volo. Premetto che non conosco la storia di Kung-fu Panda, anche se probabilmente immagino che l’osservazione fatta in merito da Adinolfi è eccessiva e dietrologica. Ma in questo post mi riferirò soltanto alla conversazione radio che c’è stata tra Fabio Volo e Adinolfi, in cui quest’ultimo tutto sommato si è comportato bene. Sicuramente poteva essere più preciso su alcune questioni, ma nel complesso le sue tesi sono molto più logiche e sostenibili di quelle di Fabio Volo, che infatti ha dato in escandescenze :) Vediamo di commentare le frasi di Volo più significative.

«Ma si può nel 2016 parlare con dei trogloditi?»

Domanda significativa, perché evidentemente per Fabio Volo il 2016 è un anno magico, in cui i trogloditi sono stati estirpati dalla faccia della terra, a colpi di radio Dee Jay e apertura mentale :) Ovviamente ciò è falso, ma questa domanda presuppone già una certa filosofia della storia, che ritiene che nel tempo si assista ad un progresso intellettuale della società. Una teoria molto dubbia e anzi, direi, falsa.

«Il panda PADRE VERO perde il figlio durante una battaglia»

In questa frase di Volo c’è già l’ammissione che Adinolfi ha ragione. Avrebbe dovuto ricordarsela poco dopo…

«Gesù non aveva due padri?»

No. Se per padre intendiamo quello che poco prima Volo chiamava “padre vero”, Gesù non aveva due padri. Anzi, non solo non ne aveva due, ma non ne aveva neanche uno! Infatti, Giuseppe lo ha soltanto accudito e cresciuto, mentre Dio Padre non è il Suo genitore biologico. Qui Volo non capisce che i termini Padre e Figlio, che usiamo per identificare le persone della Trinità, non hanno lo stesso significato che hanno per le persone umane, ma vanno intesi in senso analogico. Eberhard Jungel parlava esplicitamente di metafore: «per elaborare una dottrina trinitaria è indispensabile ricorrere all’uso di immagini, concetti, modelli e assiomi per esprimere l’identificazione escatologica di Dio in Gesù Cristo. In particolare le metafore teologiche di “Padre, Figlio e Spirito Santo” hanno il compito di salvaguardare l’identità divina di Colui che si comunica nell’evento salvifico». In particolare, la metafora del Padre è usata per esprimere che Dio è all’origine dell’essere increato e creato; ma ovviamente l’immagine di Dio come Padre è limitata ed ha bisogno di essere integrata con quella di Dio come «Madre»; infatti se Dio ha generato il Figlio, vuol dire che in Dio gli aspetti paterni e quelli materni si integrano (Is 49,14; Os 11). Moltmann diceva che «in tal modo l’immagine di Padre subisce un mutamento radicale: un Padre che genera e partorisce il proprio figlio non è un padre maschile. Al medesimo tempo egli è anche un Padre materno». Ma probabilmente questi discorsi sono troppo sottili per Fabio Volo, al quale sarebbe bastato riflettere sul fatto che, per i cristiani, il Figlio «nasce» dal Padre non in un momento temporale preciso, ma già nell’eternità, il che rende immediatamente evidente che il Padre di cui parliamo non è un padre biologico. H. Vorgrimler scriveva che «Con il termine generazione si comprende un processo, che posto nel tempo, dura brevemente e termina con la nascita di un nuovo essere. Tutto questo non si può predicare di Dio». Allo stesso modo, la metafora del Figlio indica una radicale appartenenza e comunione tra Gesù di Nazaret e Dio Padre: un mutuo in-essere tra Padre e Figlio che viene ulteriormente precisato ed integrato da altre metafore, per esempio Verbo e Immagine in sant’Agostino; Splendore, Immagine e Verbo in san Tommaso.

«Ma un padre che perde il figlio e non smette mai di cercarlo per tutta la vita non è un bel messaggio?»

Certo che lo è, e oltretutto cozza con quello che Volo vorrebbe sostenere, e cioè che “padre” si può dire indifferentemente di chi genera o di chi accudisce, purché ci sia amore.

«Ma i bambini vanno a vedere uno che che kung-fu, non la vedono la differenza sessuale»

Esatto. E’ proprio su questo che si concentrava l’accusa di Adinolfi: che si sfruttano cartoni animati per veicolare messaggi che i bambini registrano inconsapevolmente, mentre ridono davanti alle mosse di kung-fu.

«Qual è il padre vero? Quello biologico o quello che cresce i figli?»

Volo si era risposto da solo qualche minuto prima, quando ha detto: «Il panda PADRE VERO perde il figlio durante una battaglia».

«Quindi tutti quelli che hanno un figlio adottato non sono padri?»

Se per padre intendiamo quello che lo stesso Volo poco prima chiamava “padre vero”, la risposta è no: non sono padri. Tipicamente li chiamiamo “padri adottivi”, proprio per distinguerli dai “veri padri”. Questa confusione semantica in cui Fabio Volo sguazza è proprio ciò che bisogna combattere.

«Vergine madre, figlia di tuo figlio; quindi vuol dire che Gesù è padre ma è anche figlio»

Come ha risposto correttamente Adinolfi, questo è vero perché Gesù è Dio, cioè perché fa parte della Trinità. E’ in quel senso che è padre e figlio. E’ Figlio, perché nell’eternità procede dal Padre, ed è padre di Maria poiché, essendo Dio, è il suo Creatore.

«E’ inseminazione assistita perché lei non ha rapporti sessuali»

Davvero profonda, questa teologia di Fabio Volo! :) In realtà, non è una presunta «inseminazione assistita» a rendere Dio il Padre del Figlio. Come spiegava il giovane Ratzinger, «Il concepimento di Gesù è una nuova creazione, non una procreazione da parte di Dio. Dio non diventa così il padre biologico di Gesù e tanto il Nuovo Testamento quanto la teologia della chiesa non hanno in sostanza mai visto in questo racconto, e nell’evento ivi narrato, il fondamento per la vera divinità di Gesù, per la sua “figliolanza divina”. […] La figliolanza divina di Gesù, secondo la fede ecclesiale, non poggia sul fatto che Gesù non abbia avuto alcun padre terreno; la dottrina della divinità di Gesù non verrebbe intaccata qualora Gesù fosse nato da un normale matrimonio umano. Infatti, la figliolanza divina, di cui parla la fede, non è un fatto biologico, bensì ontologico; non è un processo avvenuto nel tempo, bensì nell’eternità di Dio: Dio è sempre Padre, Figlio e Spirito».

«Tu hai delle patologie che hanno trovato nella religione una casa confortevole; ma tu devi andare a farti o delle terapie o degli psicofarmaci»

Senza parole…

«Così come quando giochi a poker, poi ti sposi a Las Vegas e poi diventi super-cattolico»

Cos’è, un super-potere? Ovviamente, non è la condotta di vita a rendere qualcuno un cattolico, meno che mai un super-cattolico. Tutti siamo peccatori, e Adinolfi non fa eccezione. Ciò ovviamente non gli impedisce di essere cattolico.

«Non puoi dire, con gente che ci ascolta, che se tu adotti un figlio non sei il padre, cazzo!»

Finché le parole avranno un senso e la realtà inchioderà tutte le ideologie, lo si potrà sempre dire. Il padre adottivo non è il padre. Pazzesco che l’ideologia giunga ad offuscare le menti fino a questo punto…

«TIRO LA SEDIA CONTRO IL MURO, PORCA PUTTANA!»

Ottimo. Stiamo riportando alla realtà questa gente, e questo scatena reazioni isteriche. Dobbiamo continuare così :)

«Perdonami se sbrocco… tu fai benissimo a star lì nella tua posizione».

Esatto :)

«Altro che psicofarmaci… te ti fai di eroina! Ma vaffanculo!»

E questo dovrebbe essere il popolo dell’amore e della tolleranza… ahahaha. Stanno crollando, stanno crollando :)

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